La prima cosa bella – Jennifer Weiner

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Nove libri.

Nove successi pieni di verve, umorismo, intelligenza. Di certo non capolavori della letteratura, ma sempre molto più che gradevoli da leggere.

Nove romanzi, e cadi sul numero dieci.

Per usare un parlare pulito e senza parolacce, la noia di questo romanzo mi ha fatto calare le palpebre degli occhi fino alle ginocchia.

457 pagine, di cui secondo me, 300 inutili.

Weiner gioca la carta della ragazza supersfortunata e bastonata dalla vita che riesce ad approdare (come autore) nel fantastico mondo delle serie tv.

Questa ragazza sfigatissima e segnata dolorosamente nel fisico, sogna questo lavoro fin da quando era piccola, perché le serie tv erano l’unico modo per passare gli interminabili mesi passati in ospedale tra un’operazione e l’altra, e la scrittura “prove tecniche di libertà”.

Già da subito si capisce dove va a parare, e alla sciropposa storia personale della protagonista, si aggiunge anche uno spasimante quasi fantasma, troppo facile da conquistare, e più sfigato di lei. Ma ricco, mi raccomando.

Ecco… io non posso sopportare questo pietismo patinato, le storie di gente così colpita dalla vita ma che in fondo hanno un riscatto piuttosto facile. Non è reale, e soprattutto mi sembra un voler cavalcare l’onda di un handicap per provare a dare una trama diversa (ma alla fine è sempre la stessa), al romanzo.

Un pò come Io prima di te di Moyes, insomma /https://lalettriceseriale.wordpress.com/2014/04/16/io-prima-di-te-moyes-joyo/)

Voto: 4/10

Titolo  La prima cosa bella

Autore  Jennifer Weiner

Prezzo   18,50 euro

2013, 457 pagine brossura  Piemme

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L’amica geniale – Elena Ferrante

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1700 e passa pagine, quattro libri, 50 anni di storia.

Questo è il succinto riassunto della saga di Elena Ferrante, che muove la sua penna con leggerezza e grazia per descrivere l’amicizia e la vita di due guaglione, dal dopoguerra ai nostri giorni.

Elena e Raffaella, unite per la vita, si accavallano l’una nell’altra fino quasi a non distinguersi più. Una realizza le aspirazioni dell’altra, l’altra i sogni dell’una, in un continuo rincorrersi senza veramente prendersi mai.

Non ho amato le protagoniste, ma forse non le ho capite.

Spinte da una acerrima competizione, che non le vede mai vincitrici ma sposta sempre più in alto l’asticella del salto. Amiche e nemiche, Elena si trasforma in una scrittrice di successo grazie ai continui stimoli (elettrici direi) di Raffaella, e Raffaella nonostante la sua suprema intelligenza, resta una donna capace di grandi cattiverie e tutto sommato, umorale e poco affidabile.

Dov’è l’amicizia tra queste due donne? Due donne che si copiano i passi, le aspirazioni, si scambiano gli uomini, due donne che non sono complici ma concorrenti, capaci di gesti eclatanti e grandi slanci, ma sempre pronte a dubitare dell’amica, o ad annichilirla con frasi e gesti sprezzanti.

E’ questa la lettura che io ho dato a questa amicizia: romantica, fantastica, lunghissima. Ma talmente complicata e a volte degna di una punizione divina, da spingermi a pensare che forse nella vita, a volte è bene rifuggere queste storie strappacuore e indirizzare la nostra crescita verso lidi meno competitivi e aggressivi.

Bella la storia nel suo insieme perché capace di descrivere, a contorno, una Napoli che cresce e si modifica nel tempo, ma che è sempre avvelenata dalle solite storie. Bella l’analisi della società in fermento degli anni 50/70, e la versione della nascita del terrorismo, delle lotte sociali.

Un libro comunque da leggere, nonostante le due protagoniste.

Voto: 7/10

Titolo  L’amica geniale, storia del nuovo cognome, storia di chi cambia e chi resta, storia della bambina perduta

Autore  Elena Ferrante

E/O Collana dal Mondo

Cosa vuoi di più dalla vita? – Mike Greenberg

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Prendi un libro, e tre donne che la premessa descrive come completamente diverse da loro ma accomunate da “un fatto tragico”.

Prendi questa descrizione misteriosa, e mettila sul web e sul retro della copertina.
Inizia  a leggere il libro, la storia di tre donne forti, fortunate, realizzate, anche soddisfatte. Prendile nel loro momento più bello, quello che ti fa chiedere “cosa vuoi di più dalla vita?”, e che per alcuni sottintende “ma io non mi merito tutto questo, come possono le forze dell’universo bilanciare cotanto stato di grazia?”
E infatti, come volevasi dimostrare e come solo un uomo pessimista potrebbe immaginare, queste tre magnifiche donne a metà del libro scoprono di avere un cancro al seno.
Mai una volta, dico mai una, che si parli di tre uomini con un cancro ai testicoli.
Sono arrivata a leggere il libro alla pagina nella quale anche la terza protagonista è indirettamente costretta a scegliere le cure offerte dalla medicina occidentale americana. Nessu accenno ad alternative, ma le solite procedure previste in questo caso: mastectomia totale, chemio, radio. Il che, per carità, va benissimo: chi scrive non è un medico e non si arroga il diritto di voler sostituire il giudizio dei medici.
Ma, come scrivevo prima: perchè tira di più un cancro al seno che uno alla prostata?
In ogni caso, il concetto che gira intorno al libro è proprio questo: quando sei in cima al mondo e ti senti benissimo, c’è sempre la tragedia tragicissima in agguato dietro l’angolo.

Diseducativo, pessimista, irreale.

Voto: 3/10

Titolo  Cosa vuoi di più dalla vita?

Autore  Mike Greenberg

Prezzo   17 euro

2014, 292 pagine brossura  Mondadori

L’ imprevedibile viaggio di Harold Fry – Rachel Joyce

Prima di prendere il libro in prestito nella mia santa biblioteca, avrei dovuto capire chi fosse l’autrice.

La stessa de “Il bizzarro incidente del tempo rubato”, che ho iniziato un lustro fa e che proprio non riesco a concludere.

Harold è un uomo anziato, avviato verso una triste vecchiaia fatta di silenzi, incomprensioni coniugali, ignavia.

La lettera di una ex collega, malata terminale, gli attiva l’ultimo neurone vigile e lo spinge verso l’impresa della sua vita: percorrere 1000 km a piedi per raggiungere quella donna che anni addietro aveva dimostrato di essere una preziosa amica.

Harold inizia così un viaggio della speranza, che lo porterà su un doppio percorso: il cammino e il ripercorrere tutta la sua vita. Dall’infanzia al matrimonio, dal lavoro alla pensione, passando per tutte le sue paure (tante) e le gioie (poche), Harold capirà che non è mai troppo tardi per iniziare a vivere e per ricucire i rapporti più cri.

Una bella favoletta, con tanta morale e molte considerazioni, ma di un lento micidiale.

Trama soporifera, incentrata sul viaggio (esterno e interiore) e con qualche personaggio di contorno, che davvero mi fa pentire di non aver abbandonato il libro a pagina dieci.

Per carità, l’idea c’era ed era anche buona, ma a mio avviso sviluppata malissimo.

L’ennesimo “caso editoriale”, condito da una copertina accattivante (lo so, sono come le allodole, i miei specchietti sono le copertine), che non giustifica minimamente il costo di vendita.

Se proprio volete, prendetelo in prestito.

Voto: 5/10

Titolo    L’ imprevedibile viaggio di Harold Fry

Autore  Rachel Joyce

Prezzo   17,90 euro

2012, 310 pagine brossura  Sperling&Kupfler