Il risveglio di Eva – Alice Miller

A volte cerchiamo dei libri anni prima di trovarli e capire che se si erano nascosti fino a quel momento un motivo ci sarà stato.

Altre volte, invece, ti arrivano tra capo e collo: non sapevi nemmeno che esistessero, ed ecco che un trafiletto, una parola, un guizzo, ti conducono a loro.

 

Il risveglio di Eva appartiene alla seconda categoria, e non solo. E’ uno di quei libri giusti che arrivano al momento giusto, che riesci a comprendere appieno solo se hai già un seme della consapevolezza che l’autrice vuole trasmetterti.

E’ un libro scomodo, e l’autrice ci dice chiaro e tondo che le violenze subite da piccoli e inflitte dai nostri genitori, generano altre violenze, in una spirale a volte sempre più ampia. Miller afferma più volte nel corso delle pagine che coloro che agiscono con violenza sui propri figli, ma anche commettendo crimini verso sconosciuti, hanno subito violenze da bambini. La mente occulta, ma il corpo registra e al momento giusto, reagisce attraverso i suoi ricordi più antichi.

Molti di noi, troppi, ancora oggi sostengono che senza gli scapaccioni di mamma e papà non sarebbero le persone che sono oggi. L’autrice afferma che proprio queste nostre frasi sono delle giustificazioni nei confronti dei sacri genitori che, per la cultura bigotta che accompagna l’occidente (o parte di esso) non devono mai essere messi in discussione.

Così, chiunque di noi pensi che le botte e le vessazioni subite da piccoli  ci abbiano “raddrizzati”, starebbe in realtà negando il dolore, la paura, la confusione, il senso di mancata protezione e chipiùnehapiùnemetta che i nostri genitori ci hanno inflitto.

E’ vero che senza gli scapaccioni non saremmo gli stessi di oggi, ma cosa saremmo stati senza paure e con l’autostima che scaturisce dal nascere e crescere amati, protetti e sostenuti dalla nostra famiglia? Cosa saremmo potuti diventare, fino a dove ci saremmo spinti?

Quello che manca in noi, vittime di infanzie nostro malgrado violente, è il coraggio di giudicare i nostri genitori e di affermare che ci hanno fatto del male: senza il riconoscimento del male subito, non potremmo guarire.

 

Il libro è molto più di questo, e l’autrice analizza velocemente anche alcune nefaste figure  della storia moderna alla luce dell’infanzia avuta, avvalorando la sua tesi che “colui che subisce il male, il male restituisce”. Senza scomodare Hitler e Stalin, ci capita spesso di vedere o sentire ancora oggi genitori che ricorrono alle punizioni corporali e non come mezzo per educare i propri figli; Miller però afferma, e io condivido in pieno, che le botte o le umiliazioni generano paura, la paura uccide la libertà di essere sé stessi e costruisce persone chiuse, diffidenti, pronte a mentire a sé stesse e a tutto pur di non contraddire (leggasi prendere le botte) i sacri genitori.

Ammetto che fino allo scorso anno questo libro mi avrebbe forse incuriosita e suscitato qualche dubbio o spunto di riflessione. Oggi, invece, so che quello che l’autrice ha scritto 14 anni fa è stato, per me, come lo svelarsi di un pesante sipario (con accoltellamento immediato del protagonista).

 

Un ottimo spunto di riflessione ma anche di accettazione e riconoscimento del sé e del proprio vissuto.

 

 

 

 

Voto: 9/10

Titolo  Il risveglio di Eva. Come superare la cecità emotiva

Autore  Alice Miller

Prezzo   15 euro

2002, 162 pagine brossura  Raffaello Cortina

Donne che amano troppo – Robin Norwood

donne

Donne che amano troppo è un libro pubblicato nel 1985, di acqua ne è passata sotto i ponti e moltissime altre pubblicazioni hanno affrontato e aggiornato l’argomento oggetto del libro.

Molte recensioni, milioni di letture, decine di ristampe.

Il libro è stato definito banale, semplice, ripetitivo.

Posso essere d’accordo, ma ricordiamoci che trent’anni fa ancora non avevamo una coscienza così sviluppata come molte di noi ce l’hanno ora.

E, a vedere cosa ci succede intorno, c’è ancora tanta strada da fare per emanciparci dal virale spirito da crocerossina che colpisce ancora troppe donne.

Le donne che amano troppo esistono ancora, e spesso si nascondono tra le amiche meno sospette, tra le donne in carriera o tra coloro che saltano da un uomo all’altro.

Le donne che amano troppo continuano ad amare i “belli e dannati”, e questo è un dato di fatto che trent’anni di libro dai “contenuti banali” non ha contribuito a scalfire.

Quindi, se le donne attirate dall’uomo impossibile sono tante e tanto agguerrite, è davvero banale parlare ancora di Robin Norwood?

Io credo di no.

Certo, il libro appare datato, oppure ripetitivo. Ma se siete una donna che ama troppo, l’unico modo per farvelo capire, è ripetere fino alla noia cosa significhi questo per voi.

A mio avviso, un libro da leggere, se non altro per farci un piccolo esame di coscienza e capire che in fondo, ognuna di noi almeno una volta nella vita, ha amato troppo.

Alla Alcolisti Anomini, quando qualcuna di noi diceva di sentirsi attratta da un uomo non per quello che era, ma per le sue potenzialità, scoppiavamo a ridere tutte insieme, perché ciascuna di noi aveva fatto la stessa cosa: tutte ci eravamo innamorate di qualcuno perché eravamo sicure che avesse bisogno del nostro aiuto e incoraggiamento per dare massima realizzazione alle sue doti

Voto: 7/10

Titolo  Donne che amano troppo

Autore  Robin Norwood

Prezzo   9 euro

2013, 300 pagine brossura  Feltrinelli