Libri abbandonati ad aprile

Il compito di una lettrice seriale a volte è ingrato.

Quando prendi un libro tra le mani, tutto vorresti tranne che abbandonarlo, anche se non l’hai pagato.

E’ quasi un fallimento personale accorgersi che quelle pagine proprio non entrano in sintonia con te, ma lasciando da parte il lato emotivo della cosa, ti rendi conto che non tutto lo scibile umano è fatto per essere assimilato.

Aprile è stato un mese generoso, di tanti libri letti solo uno è risultato davvero indigeribile…

The winner is:

Un corso in perdita di peso – Marianne Williamson

Di cosa parla?

E’ una guida spirituale per imparare ad abbandonare la paura e accogliere l’amore dentro di se; in questo modo, le zavorre emotive che si accumulano nel corpo anche sotto forma di peso in eccesso, si dissolveranno rendendoci una persona migliore e più magra.

Perchè l’ho abbandonato?

Non è proprio entrato nelle mie corde. Le preghiere da rivolgere al signore alla fine di ogni capitolo, la spiritualità come via di redenzione da tutti i mali mi sono sembrati effettivamente eccessivi.

E’ ormai risaputo che il peso in eccesso può dipendere nella maggior parte dei casi da meccanismi di difesa psicologici (o autolesionismo), ma non credo sia un approccio responsabilizzante affermare che i sentimenti negativi (e quindi il peso in eccesso) si possono combattere solo con l’aiuto di una forza più grande e benevola di noi. In questo modo, si rimette all’esterno la responsabilità del nostro dimagrimento, delle nostre azioni, della nostra vita.

Pur accettando e condividendo il fatto che siamo parte di un progetto e non siamo satelliti isolati e vaganti nello spazio, la cura del nostro corpo e di conseguenza dello spirito passa attraverso l’accettazione di noi stessi, e la presa di coscienza che siamo noi il frutto dei nostri successi e insuccessi.

Non l’ho letto tutto, non so come va a finire, ma avrei dovuto capire dalla prefazione dell’autrice che io e questo libro non eravamo compatibili: il libro è stato ispirato da Oprah Winfrey, quindi un prodotto fatto per la massa di americani che segue i talk show e i facili sentimenti.

 

 

 

 

 

 

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