Non dite alla mamma che faccio la segretaria – Debora Attanasio

Schiantata nell’animo dalla precedente lettura, ho optato per qualcosa di radicalmente opposto, la cronaca semiseria di 9 anni di vita vissuta alle dirette dipendenze del re del porno italiano.

Non seguo con particolare attenzione il mondo del porno, e prima di evitare una sonora fregatura o una versione “Quarkata” dell’ennesimo romanzo erotico/sado/porno, mi son letta di nascosto i primi due capitoli in libreria ūüėÄ

L’autrice racconta le mirabolanti avventure di una combriccola tutto sommato piuttosto sgangherata e di un imprenditore geniale ma forse troppo impulsivo e a tratti un p√≤ cialtrone,dalla postazione “privilegiata” di segretaria tutto fare di Riccardo Schicchi e della sua societ√† Diva Futura. Affronta l’argomento con la giusta dose di ironia, necessaria secondo me per far digerire al lettore un argomento cos√¨ pruriginoso, ma attenzione: chi √® in cerca di una lettura per imparare i trucchi del mestiere e improvvisarsi pornodivo, sbaglia indirizzo.

Ne viene fuori un ritratto di quel mondo molto pi√Ļ umano e decisamente pi√Ļ soft di quanto ognuno di noi si immagini. Certo, non a tutti capita nella vita di vedere spettacoli hard o di assistere a provini di aspiranti attori, ma la leggerezza e la nostalgia con la quale Attanasio racconta le sue memorie ce lo rendono pi√Ļ comprensibile e accettabile.

Non √® un capolavoro della letteratura, ma un interessante spaccato di un pezzo di vita passato insieme agli uomini pi√Ļ invidiati d’Italia e alle donne pi√Ļ desiderate.

 

 

Voto: 6/10

Titolo¬† ¬† ¬†Non dite alla mamma che faccio la segretaria. Memorie di una ragazza normale alla corte del re dell’hard

Autore  Debora Attanasio

Prezzo   16,00 euro

2013, 255 pagine rilegato  Sperling & Kupfler Editore 

 

 

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Il Risveglio della signorina Prim – Natalia Sanmartin Fenollera

Avete presente la pubblicit√† dell’effervescente Brioschi, quella nella quale il tizio dopo una pantagruelica cena si risveglia in piena notte con un cinghiale sullo stomaco?

Se si, sappiate che quello è il termine di paragone per evidenziare la leggerezza narrativa raggiunta in questo libro.

Pesante come una colata di cemento, la narrazione si accentra tutta sulla sensibilit√† caratteriale “poco poco” accentuata della protagonista.

Insomma, c’√® questa tizia che vive in un mondo mentale tutto suo, ambientato ¬†nei libri di Jane Austin e infarcito di buone maniere, garbo, gentildonne e, tutto sommato, forma senza sostanza. Ha un parere per tutto, una parola per ogni azione compiuta dagli altri, un giudizio per il minimo errore; ma, ahim√®, non ha vita, spessore, energia. Insomma, un’acidissima saput-zitella.

I personaggi di contorno vengono introdotti in maniera egregia per poi essere dimenticati dopo poche pagine e lasciati ad agonizzare; nemmeno l’alter ego maschile riesce ad essere “definitivamente” definito, ma resta una figura nell’ombra senza neanche un nome.

Qualcuno ha definito questo libro delicato, raffinato… Lo √® se amiamo i libri nei quali non succede niente per trecento pagine e nelle quali si scava a fondo, troppo a fondo nell’animo di qualcuno che si fa mille seghe mentali. Infarcito di saccenza, piuttosto, e di dettagli poco significabili quali possono essere i sentimenti che si provano quando si fa una gaffe, o qualcuno che lavora con te si rivolge con toni non consoni: suscita lo stesso interesse di una vicina che ti racconta quante lavatrici ha fatto nel week end

Sia chiaro, l’allettante promessa di entrare in un mondo fantastico come il villaggio di Sant’Ireneo farebbe gola a tutti, e infatti ha fregato anche me: chi resisterebbe alla descrizione di un posto a misura d’uomo, di bambino e soprattutto di donna, pieno di creativit√† e senza lo stress quotidiano della vita moderna? Purtroppo, le elucubrazioni mentali della signorina scivolano¬†su ogni pagina del libro, vischiose e allettanti come la colla da parati, mettendo in secondissimissimo piano quel luogo tanto meraviglioso narrato nella trama ingannatrice, buttato l√¨ come esca per farti comprare il libro.

Libro che, badate bene: √® l’ennesimo battuto come bestseller, con fior di critiche e con un investimento pubblicitario di una certa importanza. E l’ennesimo, per me, non all’altezza di quanto declamano.

Devastantemente noioso.

Voto: 2/10

Titolo     Il risveglio della signorina Prim

Autore  Natalia Sanmartin Fenollera

Prezzo   16,50 euro

2014, 256 pagine rilegato  Mondadori Editore 

 

Per dieci minuti – Chiara Gamberale

Per la serie “I Sopravvalutati”, il libro di Gamberale arriva tra noi accompagnato da un clamore pubblicitario amplificato anche da una trasmissione tv dedicata per l’appunto ad esso.

La (auto)protagonista del romanzo/diario, dopo una serie di vicissitudini che avrebbero distorto il sorriso pure a uno smile stampato, trova l’illuminazione grazie al suggerimento della sua terapista: per un mese intero dedicher√† dieci minuti di tempo a se stessa facendo cose che non ha mai fatto nella sua vita.

Per gioco, ma anche per scherzo, inizia il percorso che la porterà a scrollarsi di dosso tristezze e riprendere in mano la sua vita.

Un libro che invita in effetti al cambiamento, ma incentrato su un percorso assolutamente personale e assolutamente egocentrico. In effetti questo diario potrebbe stare benissimo nel cassetto di ognuno di noi senza per questo sentire l’esigenza di doverlo pubblicare.

Ovviamente, e lo dico con rammarico, non mi è piaciuto.

Talmente sopravvalutato da spingere LA F a farne una trasmissione/reality, e talmente sopravvalutato da essere osannato in lungo e largo.

Certo, magari sono io a non aver capito il significato profondo dello scritto, o magari interessandomi da anni di crescita personale mi trovo leggermente spiazzata a leggere cotanta esternazione… Chiss√†.

Ultimo appunto: nel libro ci sono tante di quelle “inserzioni pubblicitarie” da risultare imbarazzante.

Pretenzioso, anche nel prezzo.

Voto: 4/10

Titolo     Per dieci minuti

Autore  Chiara Gamberale

Prezzo   16 euro

2013, 187 pagine brossura  Feltrinelli Editore 

Yoga per bambini – Gabriella e Maria Grazia Cella

Chi l’ha detto che lo yoga deve essere una pratica ad uso esclusivo degli adulti?

Per fortuna nessuno, visti i corsi che vengono dedicati ai pi√Ļ piccoli, e il discreto numero di libri sull’argomento.

La recensione di oggi verte su questo bel libro, una fiaba interattiva attraverso la quale le autrici raccontano la nascita mitologica degli dei ind√Ļ e le posizioni yoga ad essi dedicate.

La storia di Elio, che si trasferisce con i genitori in India, √® la “scusa” per portare i lettori in un mondo completamente diverso da quello occidentale: pratica delle posizioni, meditazioni, ricerca e studio e accompagnano lo yogi in questo percorso che pu√≤ iniziare in tenera et√† e durar√† una vita intera (o pi√Ļ vite)

Trovo molto coinvolgente lo stile di scrittura, e ben dosate le lezioni.

Un piccolo appunto sulla spiegazione delle asana, che pu√≤ risultare di difficile comprensione anche per un adulto: ma i ragazzi si sa, spesso sono pi√Ļ svegli di noi.

Lo consiglio anche ai pi√Ļ grandi, per un ripasso o per avvicinarsi al fantastico mondo dello yoga.

 

 

Voto: 7/10

Titolo     Yoga per bambini

Autore  Gabriella e Maria Grazia Cella

Prezzo   14 euro

2007, brossura  Fabbri Editore 

Libri abbandonati ad aprile

Il compito di una lettrice seriale a volte è ingrato.

Quando prendi un libro tra le mani, tutto vorresti tranne che abbandonarlo, anche se non l’hai pagato.

E’ quasi un fallimento personale accorgersi che quelle pagine proprio non entrano in sintonia con te, ma lasciando da parte il lato emotivo della cosa, ti rendi conto che non tutto lo scibile umano √® fatto per essere assimilato.

Aprile √® stato un mese generoso, di tanti libri letti solo uno √® risultato davvero indigeribile…

The winner is:

Un corso in perdita di peso – Marianne Williamson

Di cosa parla?

E’ una guida spirituale per imparare ad abbandonare la paura e accogliere l’amore dentro di se; in questo modo, le zavorre emotive che si accumulano nel corpo anche sotto forma di peso in eccesso, si dissolveranno rendendoci una persona migliore e pi√Ļ magra.

Perch√® l’ho abbandonato?

Non è proprio entrato nelle mie corde. Le preghiere da rivolgere al signore alla fine di ogni capitolo, la spiritualità come via di redenzione da tutti i mali mi sono sembrati effettivamente eccessivi.

E’ ormai risaputo che il peso in eccesso pu√≤ dipendere nella maggior parte dei casi da meccanismi di difesa psicologici (o autolesionismo), ma non credo sia un approccio responsabilizzante affermare che i sentimenti negativi (e quindi il peso in eccesso) si possono combattere solo con l’aiuto di una forza pi√Ļ grande e benevola di noi. In questo modo, si rimette all’esterno la responsabilit√† del nostro dimagrimento, delle nostre azioni, della nostra vita.

Pur accettando e condividendo il fatto che siamo parte di un progetto e non siamo satelliti isolati e vaganti nello spazio, la cura del nostro corpo e di conseguenza dello spirito passa attraverso l’accettazione di noi stessi, e la presa di coscienza che siamo noi il frutto dei nostri successi e insuccessi.

Non l’ho letto tutto, non so come va a finire, ma avrei dovuto capire dalla prefazione dell’autrice che io e questo libro non eravamo compatibili: il libro √® stato ispirato da Oprah Winfrey, quindi un prodotto fatto per la massa di americani che segue i talk show e i facili sentimenti.

 

 

 

 

 

 

La stanza della lettura

Molto spesso penso a come sarebbe la mia ipotetica casa ideale, e spesso mi soffermo proprio sulla stanza che occuperei per la maggior parte del tempo: la stanza della lettura.

Fantastico ad occhi aperti di vecchi club inglesi, con quelle meravigliose poltrone Chesterfield a schienale alto di churchilliano sapore, mi immagino librerie antiche in noce scuro dove impilare migliaia di libri, un bel caminetto e una fantastica finestra che riempie di luce la stanza. Perch√® l’english style va anche bene, ma troppa tetraggine non ci consente di leggere con il giusto conforto per gli occhi ūüėõ

Ma la mia stanza della lettura preferita dovrebbe essere qualcosa che non ho ancora mai visto:

una stanza tutta bianca con almeno due vetrate dalle quali ammirare un panorama bucolico, arredamento minimal ed essenziale (poltrona Chesterfield bianca ipercomoda ¬†piazzata davanti alla finestra, copertina e tavolino di servizio, una chaise longue per poter… meditare sui passaggi pi√Ļ complicati), e un paio di belle pareti ovviamente piene di libri. Insomma… un posto dove affogare tutti i pensieri nel bianco accecante e preparare la mente ad accogliere le meraviglie dell’ennesimo libro da sfogliare.

Quando per lavoro farò la lettrice (e prima o poi qualcuno che mi paga per leggere giuro che lo trovo), il mio primo pensiero sarà quello di realizzare questo sogno ad occhi aperti.

Nel frattempo, mi accontento di sfogliare libri e riviste di arredamento ūüėÄ