Ebook versus Cartaceo

Ho comprato il mio primo (e per il momento unico) ebook reader quattro anni orsono, entusiasta della nuova tecnologia e delle prospettive di spazio libero in casa che mi si sarebbero aperte.

Infatti, da brava lettrice seriale/compulsiva/esagerata qual sono, e non accontentandomi di prendere i libri in prestito da biblioteca, parenti e amici,  acquisto libri ovunque mi capiti: online, in libreria a prezzo semipieno e nel reparto reminders, sulle bancarelle e anche usati da amici e sconosciuti.

Il risultato è che, nel corso degli anni, ho accumulato centinaia di titoli cartacei, alcuni dei quali giacciono indisturbati in scatole ben chiuse dall’ultimo trasloco (7 anni e mezzo fa).

L’ebook reader è stata quindi una necessità dettata dalla polvere accumulata in casa, più che l’ennesimo gadget tecnologico acquistato in un momento di noia.

Rigorosamente con e-ink in bianco e nero, esclusivamente reader senza software aggiunti, il mio buon Opus Cybook è un compagno fidato, che si fa leggere per ore senza affaticare più di tanto la vista. Ne sono rimasta così colpita da iniziare a comprare (serialmente e compulsivamente) quasi tutta la manualistica di mio interesse esclusivamente in formato ebook; non è stata una spesa enorme, in quanto quattro anni fa erano effettivamente poche le aziende con un buon catalogo elettronico, ma non mi sono persa d’animo.

L’ebook ha l’enorme vantaggio di essere letto anche dal video di un computer, sottolineato e magari stampata una piccola parte per poter essere studiato, elaborato, meditato. Si può trasferire su qualunque (o quasi) dispositivo e letto in qualsiasi momento. E non si vive mai la terribile esperienza di essere in un posto qualsiasi e terminare un libro senza averne subito un altro da iniziare… a meno che non finisca la batteria sul più bello.

Ho accumulato quindi negli anni una buona quantità di libri elettronici, alcuni con orribili scritte “antitaccheggio” che deturpano tutte le pagine, alltri più sobri.

Poi, improvvisamente, un giorno ho avvertito la necessità di sfogliare una pagina di carta anzichè spingere un bottone per andare alle righe successive del libro. Non chiedetemi perchè, è avvenuto tutto insieme.

A leggere libri di carta ho continuato sempre, ci mancherebbe, ma ad un certo punto ho abbandonato quasi del tutto l’elettronico per ritornare a riempire casa di polvere e parole di carta. C’è un gusto particolare nel tenere in mano un libro, che forse solo i maniaci come me provano; nulla di scientifico o sociologico, è che siamo matti e ce ne vergognamo a dirlo 🙂

Altre due cose fondamentali mi hanno probabilmente coinvolta a livello inconscio in questa folgorazione sulla via di Damasco:

  • la prima è che i libri gratis che posso ottenere da biblioteca e suocera sono tutti cartacei
  • la seconda è che gli ebook non sono tutti così più convenienti di un libro di carta.

E su questo ci torneremo su in un altro post.

 

Alla fine della fiera (del libro), sono ritornata ad un equilibrio più o meno stabile, lasciando al lettore elettronico quella manualistica e saggistica che porto sempre con me, oltre che al privilegio di farmi compagnia in tutti i viaggi e le vacanze che faccio (ovviamente mi premuro di caricare la batteria e mettere un backup su un altro dispositivo portatile), e a casa o in altri frangenti mi porto sempre il mio bel volume (o anche due) da leggere, sfogliare, contemplare.

 

E voi, che lettori siete, elettronici o cartacei?

 

 

Foto: Markus Bormann per fotolia

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